PIETRO DE MARIA – MANI DI VELLUTO

Pubblicato il 07 settembre 2017 alle 15:27

“Conoscenze Elbane”

Pietro De Maria, un grande pianista, ricco di umiltà e tanta bravura. Ho avuto il piacere di ascoltarlo presso Campo Lo Feno, amena località dell’Isola d’Elba che si affaccia sul mare e consente di intravedere con charezza le sagome della “Napoleonica” Corsica. La piccola arena destinata ad un ristretto numero di spettatori si deve alla solerzia dell’amico avvocato fiorentino Alberto Chiarelli.

Pietro De Maria (Venezia, 1967) è un pianista italiano.

Ha studiato con Gino Gorini a Venezia e con Maria Tipo al conservatorio di Ginevra. Nel 1990 riceve il premio della critica al Concorso internazionale Čajkovskij di Mosca; successivamente vince i concorsi Dino Ciani (1990) e Géza Anda (1994). Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo. Svolge un’intensa attività concertistica, ospite nei maggiori centri europei e americani.

Nella sua intensa attività concertistica ha suonato con alcune tra le più importanti orchestre del mondo dirette tra gli altri da Roberto Abbado, Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseev, Daniele Gatti, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Peter Maag, Gianandrea Noseda, Corrado Rovaris, Yutaka Sado, Sándor Végh.

Grande importanza ha dato anche alla musica da camera, collaborando ad esempio con Enrico Dindo, Massimo Quarta, il Quartetto d’archi di Venezia, il Quartetto Fonè.

È il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale della produzione pianistica di Fryderyk Chopin in sei concerti, registrata per la Decca, a partire dal marzo 2007.

De Maria

Pietro De Maria e Marco Clerici

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