MARCO CLERICI RICORDA PAOLO LIMITI

Pubblicato il 30 giugno 2017 alle 14:11
Paolo Limiti

Paolo Limiti e Marco Clerici

IL RICORDO DI PAOLO LIMITI

Da pochissimo ho appreso della scomparsa di Paolo Limiti e subito mi sono venuti in mente ricordi bellissimi riguardanti i momenti in cui, da ragazzo, stavo al fianco di mio nonno, il cantante Alfredo Clerici.

Con Paolo ci conoscemmo nel 1998 quando sulle reti Rai imperversava la trasmissione “CI VEDIAMO IN TV”, contenitore di vecchi ricordi capace di stravincere l’audience del primo pomeriggio in quanto, il pubblico di cosiddetti “pensionati”, sostava al televisore per guardare ed ascoltare i successi di quegli anni in cui la canzone spensierata la faceva da padrona anche per dimenticare, seppur per un breve stante, la malvagità della guerra.

Seppi per caso che Paolo, ricercava i cantanti della radio (EIAR – Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) ancora in vita, per poter dedicare loro alcune puntate della trasmissione nella quale facevano presenza fissa gli amici Nilla Pizzi e Narciso Parigi.

Io scrissi in Rai spiegando che mio nonno era un “arzillo” ottantottenne che avrebbe desiderato prendere parte alla trasmissione in quanto fedele telespettatore.

Mi contattò, mi chiese se era possibile telefonare in diretta per un’intervista, ma io risposi che si poteva fare di meglio, ovvero presenziare personalmente alle trasmissioni. Paolo fu felicissimo e ci riservò un’accoglienza meravigliosa. Mio nonno ebbe modo di raccontare tutta la sua carriera e di incontrare personaggi del mondo dello spettacolo che non vedeva da tempo immemorabile come Febo Conti e Lina Termini (meravigliosa interprete della canzone Lili Marlene), con la quale colloquiò telefonicamente.

Da qual momento nacque una bella amicizia con Paolo Limiti il quale, nel 1999, informato della morte di mio nonno, volle dare l’annuncio in diretta il giorno stesso mandando in onda alcuni momenti delle trasmissioni alle quali prendemmo parte.

Ci lascia una persona “musicalmente colta” ma soprattutto un difensore della buona musica, oggi purtroppo trascurata dal grande pubblico.

Era mia consuetudine il 29 giugno di ogni anno fargli gli auguri di buon onomastico, quest’anno non ho fatto in tempo ma mi piace pensare che tutti gli artisti dell’EIAR – tra i quali mio nonno – potranno cantarglieli dal “vivo”.

Risposta

Creiamo una discussione. Commenta questo articolo rispettando l'autore e tutti gli altri utenti.