CAVALLERIZZA GREMITA PER VITO PALLAVICINI

Vito Pallavicini autore di un’altra epoca ma con testi attuali che spaziano da tanti argomenti come l’amore, l’amicizia, l’ecologia e la memoria. Sabato sera nella Cavallerizza del Castello Sforzesco di Vigevano è stato organizzato uno spettacolo nel contesto della manifestazione “Vinyl Art Musica per gli Occhi” che ha fatto rivivere le gesta di un artista a volte incompreso, scontroso con occhiali spessi che rendevano le pupille enormi, ma buono. Simona Ravasi e Marco Clerici hanno ripercorso la sua storia, dagli esordi fino a quel 2007 quando ha raggiunto le stelle, e il tutto con l’intervento di tanti amici che hanno interpretato la sua arte con canzoni, balli e inni. Il coro della scuola media Robecchi ha intonato l’inno dell’Unicef diretto dalla Prof.ssa Eleonora Bascapè che venne scritto proprio da Vito su suggerimento del Prof. Mario Mussini amico del maestro nonché ideatore della serata. Marco Clerici, tolti i panni del presentatore e indossati quelli del cantante, ha eseguito alcuni dei brani più celebri di Pallavicini come “Amore scusami”, “Insieme a te non ci sto più”, e “Io che non vivo (senza te)”, quest’ultima accompagnata da una coreografia di Marcella Previde Massara della scuola Dance Studio. Le coreografie di Dance with me di Samuela Pipero e ancora di Dance Studio di Marcella Previde Massara hanno arricchito la serata facendo sognare il pubblico che ha potuto immergersi nel tempo in cui Vito metteva in pratica la sua arte – a volte compreso e a volte no – anche se il futuro gli avrebbe dato ragione. La figlia Marina ha accettato l’invito degli organizzatori e, come al solito, è stata brillante nel raccontare alcuni aneddoti curiosi che riguardavano il rapporto tra lei e suo padre. Il supporto è arrivato anche dal giornalista Sergio Calabrese autore del libro “Il Vito di Vigevano” il quale conobbe l’autore al termine della sua carriera, momento “debole” per un artista che cerca di rivivere nei ricordi di chi lo ha apprezzato. Anche Al Bano a modo suo ha voluto rendere omaggio a Vito Pallavicini inviando un videomessaggio toccante e sincero. Il termine della serata è stato un trionfo con il pubblico che, insieme a Clerici, ha cantato a squarciagola l’inno per cui ci riconoscono nel mondo “Azzurro”, scritto per Adriano Celentano nel 1968 con quel Paolo Conte che oggi “fatica” a ricordarlo. Non importa perché Vigevano lo ricorda con serate musicali, spettacoli e addirittura una piazza dedicata perché come diceva in suo testo “si muore un po’ per poter vivere”!            

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